MASSIMILIANO PALAZZO

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“…credo che il “realismo espressionista”, sia la strada che inseguo ormai da tempo, e guardando un po’ i maestri, non tanto recenti, come Balla e Boccioni, riconosco, tra quelle luci inquietanti, nei loro corpi e ritratti, un significato esclusivamente umano, tali da rafforzare le mie convinzioni estetiche ed esistenziali.

E’ quel realismo malinconico che approda nella mia mente e nei miei colori.

I tagli di luce, geometrici, circoscrivono la solitudine dell’uomo, in un delirio psicologico teso a martellare la propria condizione umana.

Cerco di non perdere di vista l’interiorità dei soggetti rappresentati, le loro angosce, di fronte alle attese infinite e alle piccole disillusioni quotidiane. Il risultato vuole essere il silenzio. Il silenzio della mia pittura è un silenzio di meditazione, è uno scandaglio della sconfitta, la sospensione del pensiero o l’analisi di un fallimento. Gli sguardi sono fissi nel vuoto, al nulla spalancato sotto i piedi. I personaggi posano immobili colti nella totale casualità delle pose.

Voglio offrire maschere nude e corpi meravigliosi, quasi potendoli spiare dalla toppa e cogliere le loro interiorità. Una resa erotica nulla, appena si percepisce il sospetto che su quei volti aleggi l’angoscia.

È innegabile, per me, sentirmi felice tra le mie rappresentazioni, e poter giocare con i colori sulla tavola, in un dialogo del tutto personale…”